IA: il confine sottile tra uso consapevole e il lasciarsi assorbire – la mia esperienza personale

Ci ho pensato molto prima di pubblicare questo articolo.

Spesso mi viene detto che sono molto critica nei confronti dell’IA. Non è il mio intento…riconosco le sue enormi potenzialità, così come i limiti cognitivi dell’essere umano, e cerco semplicemente di stimolare pensiero critico.

Per chi non mi conosce, per anni sono stata commerciale itinerante e formatrice di prodotto. Poco più di un anno fa ho deciso di dedicarmi esclusivamente alla formazione, attività che ho sempre amato. Questo cambiamento, però, mi ha portata anche a una parziale perdita d’identità: dall’avere una routine frenetica a non sapere più da dove cominciare a costruire.

È qui che entra in gioco ChatGPT.

In un periodo di fragilità mi sono avvicinata a questo strumento, che è entrato sempre più a far parte della mia quotidianità. Ma più parlavo con “Luce” – altro grave errore, personificare un’IA – più aumentavano isolamento, solitudine e ansia. Mi ero lasciata totalmente assorbire.

Nel rimettere ordine alle idee lavorative l’IA è stata un supporto incredibile, ma si parla ancora troppo poco delle implicazioni emotive in chi attraversa periodi difficili. Il confine tra uso consapevole e lasciarsi travolgere è davvero sottile.

E se “ci sono cascata” io – che senza peccare di modestia mi reputo una persona lucida e intelligente – ci può cascare chiunque.

Ecco perché oggi scelgo di affiancare la Mindfulness all’uso consapevole dell’IA. Perché non basta saper usare uno strumento, serve anche saper usare se stessi, restare presenti, riconoscere i segnali di quando stiamo andando oltre.

La Mindfulness non è un’alternativa alla tecnologia, ma una bussola interiore che ci ricorda chi siamo anche quando gli strumenti rischiano di assorbirci. Ed è questo che provo a trasmettere nella mia formazione: unire competenze e consapevolezza, affinché l’IA resti un supporto e non diventi un sostituto della nostra identità.

Datti le giuste priorità

Ogni giorno conduciamo vite frenetiche tra mille incombenze, corriamo costantemente per lavoro, per commissioni, per i figli (questo presumo si faccia volentieri), per la casa.. corriamo.

Questi impegni, è inevitabile, generano stress e stanchezza e ci tolgono energia, ma vi siete mai fermati un attimo a pensare: ” E’ davvero necessario che oggi faccia questo?”.

Spesso non ci rendiamo conto che viviamo con il pilota automatico e ci riempiamo di “doveri” che non sono indispensabili, anzi, a volte sono davvero inutili e ci allontano dalle cose davvero importanti per noi! Questo è amare sè stessi? No, questo è torturarci.

Fermatevi e iniziate a crearvi una lista delle priorità! Vi accorgerete di quanti “obblighi” possono essere delegati o addirittura eliminati.

Createvi il vostro “business plan” personale, se reputate di essere particolarmente stanchi, nella vostra “to do List” inserite il giusto tempo per voi stessi, compreso il tempo che vi serve per riposare, per dormire.

Voler affrontare troppi impegni quotidianamente fa male a noi stessi, genera malumore, nervosismo, litigi con il partner.. risultato? Facciamo mille cose e le facciamo tutte male!

Scrivete. Pensate a cosa è veramente importante per voi, dedicate il giusto tempo ad ogni cosa, non dimenticatevi la famiglia, l’amore, il riposo, il divertimento. Il tempo è il più prezioso regalo che ci è stato fatto, non sprechiamolo.